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SLOTHBOT: IL BRADIPO STAMPATO IN 3D PER LA SALVAGUARE L’ECOSISTEMA

SLOTHBOT: IL BRADIPO STAMPATO IN 3D PER LA SALVAGUARE L’ECOSISTEMA

Negli ultimi anni la stampa 3D ha svolto molti ruoli significativi arrivando ad essere utilizzata anche nella progettazione di robot funzionali destinati a migliorare la società. Un esempio recente di queste applicazioni è Astro, un cane robot intelligente creato lo scorso anno capace di vedere, ascoltare, addestrare ed apprendere per aiutare polizia, militari, il personale di sicurezza, i non vedenti o il monitoraggio diagnostico medico. Ma oltre ad Astro, di recente è stato creato anche SlothBot, un bradipo robot ideato per la salvaguardia dell’ecosistema.

Il prototipo di SlothBot è stato progettato nel 2019 da Magnus Egerstend, professore e presidente della scuola Steve W. Chaddick della Georgia Tech School of Eletrical and Computer Engineering, e dal suo team. L’idea venne proprio al professor Egerstend durante la visita ad un vigneto in Costa Rica dove ebbe l’opportunità di osservare i bradipi strisciare lungo i fili sopraelevati nella loro ricerca di cibo tra gli alberi e così pensò di poter applicare nella loro ricerca i loro movimenti. Alcune componenti adibite ai meccanismi di trasmissione e commutazione del filo di questo primo prototipo erano state realizzate con una stampante 3D FDM ed oggi il progetto è stato maggiormente sviluppato con nuove componenti. Il nuovo SlothBot costruito dagli ingegneri del Georgia Institute of Technology misura tre piedi di lunghezza e, oltre alle vecchie componentistiche stampate in 3D, presenta anche un guscio realizzato con la produzione additiva che aiuta a proteggere i suoi motori, ingranaggi, batterie ed apparecchiature di rilevamento delle intemperie.


Questo nuovo robot ad alta tecnologia, lento e ad alta efficienza energetica è in grado di insidiarsi tra gli alberi con lentezza per monitorare animali, piante e l’ambiente sottostante simulando il reale stile di vita a bassa energia dei bradipi risultando adatto nella missione per la salvaguardia di alcune specie a rischio. Alimentato da una coppia di pannelli fotovoltaici e dotato di un’innovativa tecnologia di gestione dell’alimentazione, il bradipo robot si può muovere lungo un cavo intrecciato tra due grandi alberi permettendogli di monitorare temperatura, fattori metereologici e livelli di anidride carbonica all’interno della foresta. Grazie a queste sue caratteristiche, SlothBot ha la possibilità di osservare cose che possiamo vedere solamente con una presenza ininterrotta per mesi o anche anni, una durata di tempo che può benissimo affrontare in quanto si sposterà solamente quando necessario per la sua missione o per cercare luce solare e ricaricarsi.

Il lavoro di questo robot potrebbe essere un grande aiuto nel capire cosa sta succedendo con gli impollinatori, le interazioni tra piante ed animali e altri fenomeni difficilmente osservabili in altro modo così da permettere ai ricercatori di lavorare per preservare particolari specie in estinzione. Ma oltre a ciò, SlothBot potrebbe anche essere applicato per l’agricoltura di precisione, dove la videocamera del robot ed altre apparecchiature sensoriali potrebbero fornire una diagnosi precoce delle malattie delle colture, misurare l’umidità e controllare l’infestazione da insetti.

 

Tutto il progetto è supportato dalla National Science Foundation e dall’ufficio di ricerca navale e verrà applicato per i test presso il Giardino Botanico di Atlanta operando su un singolo cavo da 100 piedi. Ma, in ambienti più grandi, SlothBot sarà in grado di passare da un cavo all’altro per coprire un territorio più vasto. Appena finiti i test, nei progetti dei ricercatori, ci sarebbe l’idea di spostare SlothBot in Sud America per osservare l’impollinazione delle orchidee o la vita delle rane in via di estinzione, ma per il momento sarà visibile solo ad Atlanta.


 



Link:

http://www.stamparein3d.it/slothbot-un-bradipo-robot-stampato-in-3d-nel-giardino-botanico-di-atlanta/

https://www.affaritaliani.it/blog/uomo-robot/slothbot-un-robot-efficiente-per-tutelare-gli-ecosistemi-679705.html



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