- 17/07/2019
OSSA E PELLE STAMPATE IN 3D: LA NUOVA CURA PER GLI ASTRONAUTI IN VIAGGIO VERSO MARTE
Il desiderio di andare alla scoperta di Marte non si
è mai spento e sono ormai molti anni che gli astronauti si stanno preparando per affrontare
la spedizione nel migliore dei modi. La possibilità di partire verso il pianeta rosso sembra
essere sempre più vicina e per questo si stanno mettendo a punto nuove tecniche adatte ad equipaggiare i viaggiatori non solo dal punto di vista tecnico e dei fabbisogni
primari, ma anche dal punto di vista clinico. Infatti, il viaggio richiederà
diversi anni e gli astronauti non avranno possibilità di tornare indietro nel
caso in cui ci fossero problemi di salute, come nel caso più probabile di
fratture ossee oppure ustioni.
Per questo motivo l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) aveva
lanciato il progetto “ 3D printing Of Living Tissue For Space Exploration” con
il quale voleva trovare un metodo utile alla rigenerazione di tessuti danneggiati inseriti in una diversa atmosfera
planetaria. Questo studio è stato portato avanti dall’Università Tecnica di
Dresda, la quale si è concentrata maggiormente sulla ricreazione di pelle ed
ossa attraverso l’utilizzo della tecnologia 3D Bioprinting.
Di recente gli scienziati hanno raggiunto l’obiettivo di
ricreare il tessuto epidermico ed osseo grazie ad un particolare “inchiostro” di
materiale biologico per la stampa 3D che permette di ricreare i tessuti rendendoli molto simili a quelli umani. Questa similitudine tra la pelle reale e quella stampata fa sì che, una volta trapiantata, l'organismo non la rigetti, ma per ridurre al minimo questa problematica,
gli scienziati stanno già lavorando per far si che “i pezzi di ricambio”
possano derivare direttamente da cellule derivanti del paziente.
Per la riproduzione del tessuto epidermico il team ha fatto utilizzo del plasma del sangue come se fosse un inchiostro biologico, ma a causa della sua consistenza molto fluida, lo stampaggio di quest’ultimo risultava problematico in condizioni di microgravità. Allora, per rendere il plasma più viscoso e permettere la sua lavorazione, gli scienziati hanno aggiunto nella “ricetta” la meticellulosa e l'alginato, due sostanze che gli astronauti possono facilmente ricavare dalle piante o dalle alghe e grazie alle quali sono riusciti ad ottenere la pelle stampata.
(nel video sopra si può vedere la riproduzione attraverso stampa 3D della pelle)
Per realizzare invece il tessuto osseo la strada è stata più semplice: sono state utilizzate cellule
staminali con l’aggiunta di cemento osseo al calcio fosfato in modo da dare supporto
alla struttura. Ma per rendere queste due tecniche totalmente efficienti non è bastato
creare gli inchiostri e verificare che funzionino a dovere, è stato necessario
trovare un sistema che possa funzionare anche a gravità zero. Il team ha dunque
sviluppato un metodo di stampa 3D che possa funzionare anche a testa in giù.
(nel video sopra si può vedere la riproduzione attraverso stampa 3D delle ossa in modalità sottosopra)
Questa possibilità di autocurarsi risulta molto importante
per i viaggi nello spazio, in quanto, non solo gli astronauti sono impossibilitati
nel tornare indietro e nel portarsi tutte le eventuali attrezzature mediche
necessarie, ma dovranno anche affrontare tempi di guarigione che nell’Universo risultano
molto più lenti. Una stampante 3D biologica risulta essere una valida soluzione
per permettere agli astronauti di far fronte alle possibili emergenze mediche risolvendole in tempi abbastanza brevi.
La stampa 3D sembra essere la soluzione a molti problemi sorti per il viaggio nell’Universo e dunque uno strumento essenziale e necessario a tutto l’equipaggio. Ora dovremmo solo attendere che tutto sia pronto per poi seguire la
spedizione e vedere cosa saranno in grado di fare gli astronauti grazie all’utilizzo
di questa tecnologia.
Fonti:
https://www.webnews.it/2019/07/10/marte-astronauti-potranno-stamparsi-pelle-ossa/
https://www.blitzquotidiano.it/scienza-e-tecnologia/pelle-ossa-stampa-3d-astronauti-marte-3061594/
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