- 31/07/2018
Le stampanti 3D invadono Marte: i grandi progressi della stampa 3D nello spazio
23 luglio 2018, sono cinque i vincitori della terza fase della 3D-Printed Habitat Challenge, competizione nata dalla collaborazione tra il programma Centennial Challenges della NASA e l’università Bradley di Peoria, Illinois.
La Challenge lanciata dalla NASA nel 2014 e che in questi giorni sta volgendo al termine dopo una lunga competizione in tre fasi con temi diversi, più di 2,5 milioni di dollari assegnati (e da assegnare) come premio e decine di enti, università e aziende in competizione con un solo ed unico obiettivo: sviluppare un modulo abitativo stampabile in 3D nello spazio.

La sfida più grande è quella di vincere le ostili condizioni di Marte, il pianeta nostro “vicino di casa”, che ha l’atmosfera e la gravità molto diverse da quelle della Terra. La terza fase della 3D-Printed Habitat Challenge consiste nel dimostrare attraverso software appositi e modelli in scala ridotti che questa sfida può essere vinta.
Ad abbattere il muro che separa fantascienza da realtà sono stati in cinque:
- Team Zopherus of Rogers, Arkansas - $20,957.24
- AI. SpaceFactory of New York - $20,957.24
- Kahn-Yates of Jackson, Mississippi - $20,622.74
- SEArch+/Apis Cor of New York - $19,580.97
- Northwestern University of Evanston, Illinois - $17,881.10
Tutti i progetti prevedevano l’uso di rocce ricavate dal suolo di Marte e degli scarti prodotti dagli astronauti come materiale di costruzione in modo da non inquinare e
contaminare con materiali troppo estranei il “pianeta rosso” oltre che per risparmiarsi di portare fino su Marte mattoni, cemento e calcestruzzo, ma soprattutto tutti gli operai, rimpiazzati da enormi stampanti 3D. La stampa 3D è particolarmente vantaggiosa nello spazio perchè funziona come sulla Terra e richiede tempi brevi per poratre a termine la stampa di una casa. I diversi partecipanti hanno sfruttatto diversi materiali e scelto diverse forme per strutturare i rifugi da loro ideati. L'attenzione sia alle condizioni di Marte sia ai bisogni psicofisici di un possibile equipaggio ha portato alla progettazione di diverse soluzioni ognuna con una caratteristica distintiva interessante.
Ora come ora, un futuro in cui si costruiscono villaggi e case su altri pianeti non sembra puoi così assurdo e grande protagonista di questa rivoluzione potrebbe essere la stampa 3D che ha fatto la sua entrata in scena nello spazio già nel 2011 quando per la prima volta in assoluto una stampa 3D è stata portata a termine sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Dal 2011, ormai lontano se pensiamo che la scienza progredisce alla velocità della luce, la stampa 3D ha fatto passi da gigante non solo sulla Terra ma anche nello spazio. Nel 2013 gli astronauti della ISS hanno stampato la loro prima “cena 3D” e nel 2014 sono stati prodotti con la tecnologia additiva pezzi in rame resistenti alle temperature e pressioni di un motore spaziale e quindi utilizzabili come ricambi dagli astronauti anche durante viaggi interplanetari (quando se ne faranno).
Sembra proprio di poter toccare con mano il futuro ormai, purché sia stampato in 3d ovviamente!
Fonte immagini, video e informazioni: NASA
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