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AIUTIAMO L'ECOSISTEMA GRAZIE ALLA STAMPA 3D

AIUTIAMO L'ECOSISTEMA GRAZIE ALLA STAMPA 3D

Il nostro ecosistema è sempre più danneggiato dall’enorme utilizzo di plastica e mai come oggi si cerca di trovare una valida soluzione a questa grande problematica. I progressi tecnologici non sempre sono stati utili a risolvere i danni creati, anzi, talvolta li hanno incrementarli. Non è però il caso della stampa 3D, la quale sembra possa diventare una delle principali alleate per sconfiggere l’eccesso di plastica nel mondo.

Di fatto, la stampa 3D è stata anche soprannominata “Tecnologia verde” in quanto, a differenza di molte tradizionali tecnologie, genera una quantità limitata di scarti che spesso possono anche essere ritrasformati in materia prima e permette la realizzazione dei soli prodotti richiesti dai clienti, evitando di appesantire il magazzino con dell’invenduto.

Per affermare con sicurezza che si tratta di vera e propria tecnologia verde ci vorrà ancora del tempo, ma queste sue proprietà possono sicuramente esserci d’aiuto in questa battaglia. In molti si sono già messi all’opera e hanno generato idee atte ad aiutare l’ecosistema grazie alla stampa 3D. Vediamone alcune:


      1.      CONVERTIRE I RIFIUTI ALIMENTARI IN BIO-BLASTICA PER LA STAMPA 3D 

       Genecis, una startup formata da studenti e fondata da ingegneri e laureati dell’Università di Toronto Scarborough (UTSC), ha pensato a come rendere i rifiuti alimentari una nuova risorsa. Grazie all’utilizzo di microrganismi, ingegneria microbica ed apprendimento automatico, hanno trasformato i rifiuti alimentari dei ristoranti in plastica biodegradabile (PHA) con un processo che dura meno di 7 giorni, un terzo del tempo necessario per produrre i biogas. Il PHA che vengono a creare è un tipo di polimero biodegradabile di alta qualità prodotto da batteri anaerobici che possiede la caratteristica di essere termoplastico, dunque, una volta utilizzato, può essere riciclato. Inoltre, al contrario della plastica sintetica che impiega centinaia di anni per degradarsi, questo materiale può farlo nel giro di un anno in ambiente terrestre e in meno di 10 in ambienti marini. Una volta generato, il PHA può essere utilizzato per la creazione di molteplici prodotti tra cui giocattoli, imballaggi flessibili, filamenti per stampa 3D ed applicazioni mediche.


      2.      RICICLO DELLA PLASTICA NELLO SPAZIO

La Nasa ha annunciato l’inizio di un programma speciale di riciclo delle materie plastiche sulla Stazione Spaziale Internazionale grazie a REFABRICATOR, una stampante 3D che permette agli astronauti di sciogliere qualsiasi componente in plastica e produrne un nuovo oggetto con il materiale ricavato dal processo. Il Refabricator ha le dimensioni di un mini frigorifero e per ora è in grado di lavorare con un solo tipo di plastica, l’Ultum. Il filamento che si produce dal Refabricator con il riciclo è meno dannoso della plastica stessa e può essere utilizzato più volte senza dover essere mescolato con della plastica vergine. Il Refabricator, però,  può essere gestito dalla Terra, richiedendo agli astronauti solo l’alimentazione di plastica e il prelievo dei nuovi prodotti. Il progetto futuro è che la macchina possa mescolare la plastica con i metalli e anche con componenti elettronici, in quanto costituiscono la maggior parte dei rifiuti della stazione spaziale. Questa nuova macchina è stata creata per diminuire l’inquinamento spaziale e far in modo che gli astronauti possano prodursi da soli ciò di cui hanno bisogno.


       3.      UN NEGOZIO DAGLI INTERNI REALIZZATI CON PLASTICA RICICLATA


Bottletop è un brand di accessori eco-luxury che sceglie come principio fondamentale la sostenibilità dei materiali facendo uso di plastica e rifiuti solidi. Seguendo questa linea, il marchio ha deciso di ricorrere all’uso della stampa 3D utilizzando filamenti di plastica riciclata per arricchire il proprio store londinese di Regent Street. I rifiuti plastici provenienti dalle bottiglie raccolte nelle strade di Delhi, in India, sono stati riciclati e trasformati in filamenti utilizzati dalle stampanti 3D per realizzare l’intero arredamento del negozio e il materiale proveniente dal riciclo di copertoni è stato utilizzato per la realizzazione dei pavimenti. All’interno del negozio sono presenti anche i macchinari per stampare, con la possibilità di utilizzarne uno sul momento per realizzare un oggetto personalizzato, come per esempio una borsa, ovviamente facendo sempre uso di filamenti di plastica riciclata.


4.      UNA PANCHINA DI PLASTICA RICICLATA

Il progetto “Print Your City!” nato da due architetti di The New Raw, uno studio di Rotterdam che si occupa di ricerca e design, si è posto l’obiettivo di dare nuova forma alla plastica da riciclo attraverso la stampa 3D. Tutti noi ogni giorno buttiamo via oggetti che potenzialmente avrebbero un ciclo di vita lunghissimo e che sfruttiamo al minimo. Con questo progetto hanno voluto ridisegnare l’ambiente urbano realizzando una panchina ottenuta principalmente dal riciclo di buste di plastica. Situata ad Amserdam, la panchina è stata denominata XXX, ha un peso di 53 kg, è lunga 150 cm e alta 80 cm e può ospitare fino a 4 persone. XXX è al 100% riciclabile, infatti se dovesse rompersi oppure usurarsi, potrebbe essere ridotta a pezzi e riciclata per produrre altri oggetti.

 

      5.      I RICAMBI PER I SOLDATI VENGONO PRODOTTI CON STAMPA 3D ATTRAVERSO PLASTICA RICICLATA

Il laboratorio di ricerca militare degli Stati Uniti ha avuto l’idea di stampare i ricambi per i soldati direttamente in loco in modo da migliorare la loro prontezza operativa. Di fatto, questo sistema ridurrebbe la dipendenza dai rifornimenti, che spesso impiegano settimane ad arrivare, e richiederebbe l’utilizzo dei materiali di scarto i quali riducono i costi ed aumentano la sostenibilità. Molte unità possiedono già le stampanti 3D, ma per funzionare necessitano di filamenti di plastica tradizionali; per questi motivi i ricercatori hanno iniziato a testare la possibilità di ottenere nuovi filamenti dai rifiuti, utilizzando sia le bottigliette, sia altri tipi di plastica che mescolate con cartone, fibre di legno o altre fonti di cellulosa permettano alle truppe di prodursi ciò che serve senza dipendere costantemente dai rifornimenti.

 

       6.      SECOND NATURE – I RIFIUTI OCEANICI DIVENTANO PRODOTTI

Ancora una volta lo studio di ricerca e design di Rotterdam The New Raw cercano una soluzione valida per aiutare l’ecosistema. Questa volta si sono impegnati a trasformare i rifiuti oceanici in articoli per la tavola, sculture e mobili stampati in 3D. Dopo essere state tagliate o perse dai pescherecci, le reti da pesca sintetiche spesso vengono scartate sul fondo del mare diventando una grave minaccia ambientale oltre ad una mortale trappola per molti abitanti del mare. Per questo motivo il team ha provveduto a raccogliere queste reti e trasformarle in filamenti colorati e testurizzati che poi hanno utilizzato per dar vita a nuovi prodotti.

 

I buoni propositi per aiutare l’ecosistema ci sono e le idee di certo non mancano, ora bisogna solo impegnarsi a livello mondiale ed unirsi per diventare un mondo migliore, più attento alle problematiche ambientali.

 

Fonti:

·        https://www.putsolaron.it/2018/09/18/la-stampa-3d-e-il-futuro-della-green-technology/

·        http://www.stamparein3d.it/genecis-converte-i-rifiuti-alimentari-in-bio-plastica-per-la-stampa-3d-25114-2/

·        https://www.riusa.eu/it/notizie/2017-riciclare-plastica-spazio.html

·        http://www.lastampa.it/2018/01/10/scienza/bottletop-un-negozio-in-plastica-riciclata-ft8LNrCvcQ9j5EW8B1YJsN/pagina.html

·        https://www.gdoweek.it/bottletop-a-londra-primo-store-con-plastica-riciclata/

·        https://www.architetturaecosostenibile.it/materiali/plastica/stampa-3d-plastica-amsterdam-059/

·        http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2018/08/21/ricambi-per-soldati-si-stampano-in-3d-con-plastica-riciclata_1b7ce76d-921b-4d94-b958-e8ed201dd545.html

·        http://www.stamparein3d.it/second-nature-il-progetto-di-the-new-raw-e-del-suo-laboratorio-waste-zero-a-salonicco-trasformano-i-rifiuti-oceanici-in-prodotti/



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